Allarme fosforo: futura lotta al potere
Il fosforo, in genere sotto forma di ione fosfato, è un insostituibile ingrediente della vita, visto che costituisce la spina dorsale di DNA e membrane cellulari, ed è il componente fondamentale dell’ATP, il principale magazzino di energia delle cellule.
Per quanto sia complessa la chimica della vita, le condizioni che determinano la crescita rigogliosa delle piante sono riconducibili a tre numeri: 19, 12, 5. Ovvero le percentuali di azoto, fosforo e potassio indicate sulle confezioni di fertilizzanti. Questi sono i tre nutrienti che nel corso del XX secolo hanno permesso di aumentare le rese dell’agricoltura e alla popolazione mondiale di moltiplicarsi per sei. L’azoto si ottiene dall’aria, fosforo e potassio provengono da attività estrattive. Il mondo ha riserve di potassio a sufficienza per diversi secoli, ma per il fosforo è tutta un’altra storia. Le riserve globali disponibili potrebbero iniziare a esaurirsi entro la fine di questo secolo, quando la crescita della popolazione potrebbe aver raggiunto un picco che, secondo alcuni esperti, è superiore alla capacità di sostentamento alimentare del pianeta. In modo analogo al petrolio, il prezzo del fosforo sta già aumentando vertiginosamente. Il Times parla di una scarsità di fosforo “potenzialmente catastrofica”. La società moderna separa produzione e consumo alimentare, limitando la capacità di restituire i nutrienti al terreno: li usiamo una volta e poi li buttiamo via. L’agricoltura inoltre ha accelerato l’erosione del suolo, perché aratura e dissodamento lo espongono agli agenti atmosferici, aumentando parallelamente la perdita di fosforo. Anche le misure anti-inondazione compromettono il ciclo naturale del minerale. In genere le inondazioni fluviali ridistribuiscono il sedimento ricco di fosforo ai terreni vicini, rendendolo nuovamente disponibile. È proprio in questo clima di allarme che si pensa alle conseguenze geopolitiche; il Times avverte: “I pochi paesi che dispongono di miniere di fosforo potrebbero diventare importanti nell’economia e nella politica mondiale come lo sono ora quelli dell’Opec nel controllo delle riserve petrolifere”. Basti pensare che i maggiori detentori di riserve di fosforo sono in ordine il Marocco, la Cina, il Sud-Africa e solo dopo di queste Stati Uniti e Giordania. Questa situazione, per ora stabile, potrebbe portare a uno squilibrio che ne fa una vera e propria bomba a orologeria di carattere geostrategico. Come per il petrolio, gli Stati Uniti e gran parte del mondo potrebbero arrivare a dipendere da un solo paese per una risorsa fondamentale. Da non sottovalutare, inoltre, il pesante impatto ambientale: l’eccessivo deflusso di fosforo nei corsi d’acqua sta favorendo la crescita incontrollata di alghe che una volta morte e precipitate sul fondo si decompongono, consumando l’ossigeno necessario ad altri organismi e creando «zone morte» che contribuiscono all’esaurimento delle riserve ittiche. È probabile che il consumo di fosforo aumenterà, inoltre, in parallelo con la crescita demografica. È possibile che gli ottimisti abbiano ragione sulla relativa semplicità di trovare nuove fonti, ma, considerata la posta in gioco, non dovremmo lasciare il nostro futuro al caso.
Davide Presutti



